Forum Meteo Trentino Alto Adige

La Piazza => Del più e del meno => Discussione aperta da: MrPippoTN il Mar 09 Settembre, 2014, 14:24:27

Titolo: Il TAA come terra di confine: identità e stratificazioni culturali
Inserito da: MrPippoTN il Mar 09 Settembre, 2014, 14:24:27
Faccio una premessa: sono del parere che stiamo per aprire un dibattito che non porterà da nessuna parte in quanto, un po' come quando si discute di politica, ognuno ha le sue opinioni e molto probabilmente le manterrà.

Prendo spunto dallo scambio di battute emerso in sede di nowcasting e dirotto qui la discussione per evitare di impestare la sezione più strettamente meteorologica con questioni completamente off topic. Lo spunto che ha dato il la alla discussione, tanto per cambiare, è stato mio  ;D

http://www.meteotrentinoaltoadige.it/forum/index.php?topic=1745.msg118706#msg118706 (http://www.meteotrentinoaltoadige.it/forum/index.php?topic=1745.msg118706#msg118706)

Lo riprendo in toto, per ricapitolare:

Citazione di: MrPippoTN il Mar 09 Settembre, 2014, 05:52:19
Citazione di: El Bonve il Lun 08 Settembre, 2014, 19:51:20
Citazione di: Heinrich il Lun 08 Settembre, 2014, 19:37:46Ecco, per la cultura germanica i non-germanici sono detti in tedesco "Walsche", e pure in dialetto.
infatti il trentino anni or sono veniva chiamato Welschtirol ;)

Interessante sapere che anche la lingua tedesca possiede una parola che corrisponde in maniera del tutto speculare al nostro concetto di "barbari" (termine, quest'ultimo, che la lingua italiana ha ereditato dal greco antico attraverso il latino, dato che sia i greci che i romani lo utilizzavano per indicare le popolazioni nordiche la cui lingua suonava incomprensibile). Quindi, in sostanza, Welschtirol vuol dire "la parte non tedesca del Tirolo" ovvero, in parole povere, "il Tirolo dei teroni". Beh, penso che questo concetto in sé sarebbe già sufficiente a mettere una pietra tombale sulle presunte origini germaniche del popolo trentino, offrendo un interessante spunto di riflessione sulla considerazione che il mondo tedesco (quello autentico) aveva ed ha della popolazione di questo territorio...

(http://s29.postimg.org/62fv3zmf7/teroni.jpg) (http://postimg.org/image/62fv3zmf7/)

(http://s12.postimg.org/thmuz13dl/straniero_in_senso_dispregiativo.jpg) (http://postimg.org/image/thmuz13dl/)

Chiusa la parentesi  ;)


Chiaramente si trattava di una considerazione semiseria, che ha però sollevato un certo numero di repliche, peraltro tutte legittime ed educate. Ebbene... Siccome stamattina ero un po' impegnato ma l'argomento mi appassiona, vorrei  riprendere in mano con un po' di calma il filo del discorso. Dunque...

Comincio con il multiquotare il buon Franz...  ;D

Citazione di: Thomyorke il Mar 09 Settembre, 2014, 10:52:10
Concordo con Enrico, specialmente dopo aver letto qualche ricerca che avvalora da un punto di vista scientifico la nostra origine longobarda.

Ecco, qui già si sta confondendo la differenza tra ORIGINI ed INFLUENZE. Le origini sono una cosa, le influenze, ovvero le contaminazioni culturali legate a determinate contingenze storiche, sono tutto un altro paio di maniche. Si può dire che la parentesi longobarda abbia lasciato (in Trentino come in molte altre regioni d'Italia) alcune eredità culturali, ma di certo non si può affermare che il popolo trentino abbia origini longobarde. Come dimostra questa mappa, tra l'altro, la dominazione longobarda (che tra l'altro risale a 1400-1800 anni fa) non si limitò certo al nostro territorio:

(http://upload.wikimedia.org/wikipedia/commons/thumb/9/99/Alboin%27s_Italy.svg/520px-Alboin%27s_Italy.svg.png)

Detto questo... Innanzi tutto è bene ricordare che l'identità di una qualunque popolazione moderna rappresenta il risultato di tutte le stratificazioni etniche e culturali che si sono mescolate nel tempo a seguito di insediamenti, migrazioni, amministrazioni, conquiste e quant'altro. Il Trentino - Alto Adige rappresenta per eccellenza una terra di confine situata a cavallo tra Europa Centrale ed Europa Meridionale dove dal punto di vista linguistico (e la lingua, si sa, è lo specchio della cultura di un popolo), siamo messi così:

(http://s10.postimg.org/krl6kn6ud/20130108071742_Language_distribution_in_South_Tyrol_and_Trentino.jpg) (http://postimg.org/image/krl6kn6ud/)

Osservate quest'immagine. Esiste, com'è noto, un'area settentrionale dove la maggioranza della popolazione è di lingua e cultura tedesca (l'Alto Adige) e ne esiste un'altra, meridionale, dove la maggioranza della popolazione è di lingua e cultura italiana (il Trentino). Dopodiché esistono alcune eccezioni che di fatto corrispondono alle minoranze linguistiche come il ladino e il cimbro.
Ma facciamo un passo indietro.

Innanzi tutto la geografia. Dal punto di vista geografico, la nostra regione si colloca nel versante Sud delle Alpi: i suoi corsi d'acqua, salvo rarissime e trascurabili eccezioni, appartengono tutti al bacino idrografico dell'Adige, fiume che come tutti sappiamo scorre da nord verso sud e sfocia nel Mare Adriatico. Anche climaticamente - e noi che ci occupiamo di meteorologia lo sappiamo bene - questo versante delle Alpi è a tutti gli effetti italiano in quanto, salvo i rarissimi casi di sfondamento che interessano giusto le creste di confine, siamo - ahimè - inseriti un contesto completamente diverso da quello che caratterizza i climi d'oltralpe.

Dopo aver messo giù questa serie di banalità note anche i sassi che dovrebbero costituire l'abc di qualunque ulteriore ragionamento, vado avanti:

Citazione di: Thomyorke il Mar 09 Settembre, 2014, 10:52:10
Da un punto di vista culturale, io personalmente mi identifico più con i tedeschi che con gli italiani.

Beh, Franz... Anche il mio vicino di casa, un pallidissimo figlio della ricca borghesia cittadina, coi suoi capelli rasta e il suo abbigliamento africaneggiante si identifica più in Bob Marley che in Ugo Rossi, ma questo non fa di lui un giamaicano. Non so se ho reso l'idea: un conto è quel che ti senti, un conto è quel che sei. Ammesso e non concesso che nel 2014 abbia ancora senso avere un'identità culturale ben definita (io per esempio non ce l'ho e non la voglio nemmeno avere).

Citazione di: Thomyorke il Mar 09 Settembre, 2014, 10:52:10
Specie da quando vivo nel cuore delle Alpi ( :sbava:), apprezzo sempre di più la riservatezza e la delicatezza degli spiriti nordici mentre comincio a trovare insopportabile lo stile "godereccio" dei "mediterranei".

E qui mi scappa subito una gran risata perché basterebbe osservare con un po' più di spregiudicatezza e meno provincialismo le popolazioni d'oltralpe per capire che il luogo comune in base al quale la gente del nord Europa è più tranquilla e riservata di quella che vive affacciata sul Mediterraneo (considerata maggiormente casinista ed estroversa) è, per l'appunto, solo un luogo comune. Basterebbe passare un sabato sera a Monaco di Baviera, o vedere come si comportano i giovani inglesi a Ibiza, o guardare una partita della Germania sul Lago di Garda per capire quanto casinisti e goderecci possano essere i popoli nordici. Tu confondi semplicemente la cultura montanara (che accomuna gli austriaci ai pastori abruzzesi) con la cultura tedesca.

Tra poco, Enrico, arrivo anche da te.  ;)
Titolo: Re: Il TAA come terra di confine: identità e stratificazioni culturali
Inserito da: AltoGardameteo il Mar 09 Settembre, 2014, 14:45:13
Più avanti interverrò anchio, perchè il tema mi stuzzica sempre molto  ;D

Per adesso faccio solo un'appunto sull'ultima considerazione del Pippo: in effetti, conoscendo bene ed avendo molti amici tirolesi, bavaresi ed in genere tedeschi, è vero che sono più riservati, ordinati etc dei mediterranei, però come dice il Pippo occhio che questi se la spassano ben più dei mediterranei ... in particolare i bavaresi sono dei caciaroni/festaioli come nessuno, e non parlo certo solo dell'Oktoberfest o dei Biergarten in generale  ;)
Idem i tirolesi ... quando c'è da far festa e baldoria questi battono alla grande napoletani ed affini.

Un esempio ?

Capodanno di Monaco  :risate:

(http://s29.postimg.org/j9nev7kqr/0003_lm.jpg) (http://postimg.org/image/j9nev7kqr/)(http://s29.postimg.org/427fausw3/0006_lm.jpg) (http://postimg.org/image/427fausw3/)
Titolo: Re: Il TAA come terra di confine: identità e stratificazioni culturali
Inserito da: MrPippoTN il Mar 09 Settembre, 2014, 15:16:14
Riguardo al discorso "genetico", o comunque sugli stereotipi legati alle presunte differenze somatiche tra italiani e tedeschi, suggerisco a tutti la lettura di questo articolo: http://www.eunews.it/2014/04/14/italiani-i-piu-ricchi-deuropa-di-diversita-genetica/12444 (http://www.eunews.it/2014/04/14/italiani-i-piu-ricchi-deuropa-di-diversita-genetica/12444)

Riporto alcuni passaggi dove si ribadisce che l'Italia è da sempre terra di passaggio, terra di confine, terra di conquista e quindi di meltin' pot: per questo non esiste una "razza italiana", dal punto di vista somatico (e culturale) gli italiani incarnano il risultato delle stratificazioni genetiche (e culturali) di tutti i popoli che hanno vissuto e dominato le nostre terre. Cito l'articolo:

"[In Italia] esiste un'inedita analogia tra la varietà della tipologia delle persone e quella di animali e vegetali, la cui notevole diversità inter-specifica contribuisce in maniera fondamentale all'inclusione del bacino del Mediterraneo tra i 34 hot spot (punti caldi) della biodiversità a livello mondiale.

Alla base di questa analogia [tra biodiversità in ambito vegetale, animale e umano] c'è un motivo comune, ovvero l'estrema estensione latitudinale dell'Italia. La varietà degli habitat naturali presenti lungo la nostra penisola ha favorito nel corso dei millenni lo sviluppo di moltissime specie diverse di piante e animali sul nostro territorio. In parte lo stesso è avvenuto per la specie umana e soprattutto, a causa delle sue caratteristiche geografiche, l'Italia sin da tempi antichissimi ha rappresentato un corridoio naturale per i flussi migratori provenienti sia dall'Europa centrale sia dal Mediterraneo. Gli incroci fra popolazioni provenienti sia da Nord che da Sud ed immigrate nel corso dei secoli hanno contribuito a dar vita a un popolo particolarmente eterogeneo, sia dal punto di vista genetico che da quello dei tratti somatici esteriori.

Gli italiani sono il popolo più eterogeneo d'Europa dal punto di vista genetico: la varietà riscontrabile nel Dna delle persone che abitano le nostre regioni da Nord a Sud è talmente elevata che risulta paragonabile a quella che si osserva tra gruppi che vivono agli angoli opposti d'Europa".

L'articolo poi aggiunge un ulteriore spunto di riflessione che personalmente sposo appieno:

"Sapere che l'Italia è sempre stata ed è tuttora una terra di notevole diversità sia culturale che genetica, può aiutarci ad affrontare in maniera più serena un futuro pieno di occasioni di confronto con i portatori di nuove e diverse identità.

Insomma, se ci rendessimo conto di essere già così differenziati tra di noi fin dall'antichità e che questo rappresenta un patrimonio di cultura ed esperienze, l'arrivo di immigrati da altri paesi non dovrebbe sconvolgerci più di tanto".

Dedico questo brano ad Enrico, in risposta al passaggio dove parla di "conformazione fisiologica dei volti e dei tratti particolari degli esseri umani stanziati qui".

Sinceramente io non vedo poi tutte 'ste differenze tra Germania meridionale, Austria e Italia. Se mi parlate di Danesi o di scandinavi, ok: tendenzialmente nelle aree dell'estremo nord Europa la maggior parte delle persone rispondono allo stereotipo di persone alte, bionde, con la carnagione chiara e con gli occhi chiari, ma man mano che si scende, già nel mondo tedesco, quei tratti si perdono. Tra bavaresi e veneti, secondo me, dal punto di vista genetico non ci sono differenze. Lasciamo perdere le migrazioni recenti... Ai tempi della prima guerra mondiale (e lo si capisce guardando documentari e cartoline d'epoca), se non fosse stato per le divise e per la lingua nessuno sarebbe stato in grado di distinguere un soldato austroungarico da un soldato lombardo o toscano: anche in Italia è pieno di biondi ed anche in Germania è pieno di mori, da sempre.
Titolo: Re:Il TAA come terra di confine: identità e stratificazioni culturali
Inserito da: Heinrich il Mer 10 Settembre, 2014, 13:46:08
Le ragazze sudtirolesi sono spesso more e con capelli scuri!! Così come i loro genitori e i nonni loro in montagna. Pochissime le differenze fisiche rispetto a un contadino dolomitico, o bellunese o trentino, o anche svizzero.
(Sulla loro bellezza, mie coetanee dico eh, c'è poco da fare: sono fra le ragazze più belle che abbia mai visto lungo lo Stivale e nell'intero Continente, giacché Oltralpe il determinismo ambientale muta i geni in modo ostile per la bellezza estetica. E già le ragazze italiche non sono niente male...figurarsi l'ibrido che si crea qui [padre italiano + madre tedesca o viceversa]...).

Residui culturali dei Longobardi sui Trentini? Impossibili da identificare: sappiamo che una sessantina di termini che individuano oggetti quotidiani, importati dalle culture germaniche di questi popoli appunto, derivano da loro. La "spugna" è una parola longobarda assunta dalla lingua italiana.

Altri lasciti sono impossibili da individuare.

Ma è importante ribadire ciò che il Pippo ha citato: il popolo italiano non esiste. Esistono i popoli. La geografia della Penisola è tale per cui le varietà linguistiche sono talmente tante che sembrerebbe impossibile farcele stare tutte nel ristretto spazio dello Stivale.
Al contrario, come fece osservare un linguista a inizio '900, il Bartoli, la Russia è agli antipodi dell'Italia: in oltre 10mila km, da Pietroburgo alla Jacuzia, il russo è uno e non si dialettizza.
In Italia tutto cambia da una valle all'altra!! Da una riva all'altra di lago, da un golfo all'altro e soprattutto -quel che costituisce l'ossatura di questa nazione- da una città all'altra!!
Le città connotano la storia di questo posto
Titolo: Re:Il TAA come terra di confine: identità e stratificazioni culturali
Inserito da: El Bonve il Mer 10 Settembre, 2014, 15:44:18
Citazione di: Heinrich il Mer 10 Settembre, 2014, 13:46:08
Le ragazze sudtirolesi sono spesso more e con capelli scuri!! Così come i loro genitori e i nonni loro in montagna. Pochissime le differenze fisiche rispetto a un contadino dolomitico, o bellunese o trentino, o anche svizzero.
(Sulla loro bellezza, mie coetanee dico eh, c'è poco da fare: sono fra le ragazze più belle che abbia mai visto lungo lo Stivale e nell'intero Continente, giacché Oltralpe il determinismo ambientale muta i geni in modo ostile per la bellezza estetica. E già le ragazze italiche non sono niente male...figurarsi l'ibrido che si crea qui [padre italiano + madre tedesca o viceversa]...).

Residui culturali dei Longobardi sui Trentini? Impossibili da identificare: sappiamo che una sessantina di termini che individuano oggetti quotidiani, importati dalle culture germaniche di questi popoli appunto, derivano da loro. La "spugna" è una parola longobarda assunta dalla lingua italiana.

Altri lasciti sono impossibili da individuare.

Ma è importante ribadire ciò che il Pippo ha citato: il popolo italiano non esiste. Esistono i popoli. La geografia della Penisola è tale per cui le varietà linguistiche sono talmente tante che sembrerebbe impossibile farcele stare tutte nel ristretto spazio dello Stivale.
Al contrario, come fece osservare un linguista a inizio '900, il Bartoli, la Russia è agli antipodi dell'Italia: in oltre 10mila km, da Pietroburgo alla Jacuzia, il russo è uno e non si dialettizza.
In Italia tutto cambia da una valle all'altra!! Da una riva all'altra di lago, da un golfo all'altro e soprattutto -quel che costituisce l'ossatura di questa nazione- da una città all'altra!!
Le città connotano la storia di questo posto
w le more!! :D :D
Titolo: Re:Il TAA come terra di confine: identità e stratificazioni culturali
Inserito da: MrPippoTN il Mer 10 Settembre, 2014, 15:56:43
Citazione di: AltoGardameteo il Mer 10 Settembre, 2014, 13:59:19
Wie erwartet, heute Vormittag wir hätte fast wolkenlosen Himmel.

Jetzt die Instabilität steigt an: schon viele Cumulus auf den Bergen ... mal sehen wie geht's in die nächsten Stunden mit dem Schauer/Gewittern  ;D


Aktuell +22.8°, 73% und mäßiger Ora

Citazione di: Heinrich il Mer 10 Settembre, 2014, 14:34:36
;D ;D

Kleinigkeiten: 'heute vormittag haben wir fast ein fast wolkenlosen Himmel gehabt'. Altrimenti Matteo avresti scritto: "oggi pomeriggio noi avrebbe quasi cielo sereno" :P
E ancora: 'mal sehen wie es in die.........geht! Verbo alla fine nelle secondarie, verbo in seconda posizione nelle principali. SEMPRE.
;)


Citazione di: AltoGardameteo il Mer 10 Settembre, 2014, 15:18:38
Azz Enrico, te ghè resòm ... due belle cappellate ho scritto  ;D
Tut mir leid  ;)

Quest'altro poi, vuol fare il tirolese ma non è neanche capace di mettere in fila due parole in tedesco  ;D Te sei propi en Welsch!!!  :risate: :risate: :risate:

Scherzi a parte, si potrebbe valutare di aprire una stanza in tedesco per vedere se inizia a scrivere qualche sudtirolese...
Titolo: Il TAA come terra di confine: identità e stratificazioni culturali
Inserito da: Lorenz1982 il Mer 10 Settembre, 2014, 16:13:02
Anche le tirolesi che si vedono in giro per Innsbruck non sono per niente male ;).
Ma il fatto che qui da noi ci sono molte famiglie con il cognome tedesco (come il mio per esempio) che significa? A quale epoca storica risalgono i cognomi (XII secolo mi sembra di capire da wikipedia)? Cioè il fatto che io abbia un cognome diffuso in Austria e in Germania vorrà dire che i miei antenati erano di lassù, no?

(http://img.tapatalk.com/d/14/09/10/ju9u2u4u.jpg)
Titolo: Re:Il TAA come terra di confine: identità e stratificazioni culturali
Inserito da: MrPippoTN il Mer 10 Settembre, 2014, 17:42:03
Citazione di: Lorenz1982 il Mer 10 Settembre, 2014, 16:13:02
Anche le tirolesi che si vedono in giro per Innsbruck non sono per niente male ;).
Ma il fatto che qui da noi ci sono molte famiglie con il cognome tedesco (come il mio per esempio) che significa? A quale epoca storica risalgono i cognomi (XII secolo mi sembra di capire da wikipedia)? Cioè il fatto che io abbia un cognome diffuso in Austria e in Germania vorrà dire che i miei antenati erano di lassù, no?

(http://img.tapatalk.com/d/14/09/10/ju9u2u4u.jpg)

Certamente. In realtà da queste parti c'è sempre stato un costante scambio demografico tra abitanti di origine latina e popolazioni d'oltralpe. Di fatto il Trentino rappresenta per antonomasia un territorio di confine dove il substrato culturale, via via sempre più "italiano" man mano che ci si spostava verso il Veneto, fu soggetto alla dominazione asburgica sin dal XIII secolo (anche se, ad onor del vero, per lungo tempo il Trentino fu governato dal Principe Vescovo di Trento, mantenendo uno status di autonomia molto forte e decisamente legato alla Chiesa di Roma). Ad ogni modo, com'è noto, la dominazione asburgica si concluse con la Prima Guerra Mondiale.

C'è da sottolineare che la spiccata vocazione autonomista del Trentino si è sempre manifestata, sia nei confronti di Vienna che nei confronti di Roma.  Per dire... La politica di Restaurazione intrapresa dagli Asburgo, che mirava a snazionalizzare la popolazione italiana, portò alla sommossa di Trento del 1848 e suscitò le proteste dei politici trentini, che si rifiutarono di partecipare alla Dieta costituente tirolese di Innsbruck e decisero di astenersi per l'ingiusta sproporzione della rappresentanza italiana. In quell'occasione, però, le istanze per il distacco del Trentino dalla Confederazione germanica e la completa autonomia dal Tirolo vennero respinte. Dopo la cessione del Veneto e del Friuli all'Italia nel 1866, l'imperatore d'Austria-Ungheria Francesco Giuseppe tentò di completare la germanizzazione delle aree ladine e italiane dell'Alto Adige, e diede disposizione di opporsi in modo risolutivo all'influsso dell'elemento italiano ancora forte in Trentino, mediante un adeguato affidamento di incarichi a magistrati, politici ed insegnanti, nonché attraverso l'influenza della stampa.

Il resto è storia: le spinte risorgimentali-irredentiste che si svilupparono in Italia alla fine del XIX secolo ed all'inizio del XX secolo hanno avuto nell'opera e nella figura di Cesare Battisti la loro massima espressione, sfociarono nell'unione della regione all'Italia alla conclusione della prima guerra mondiale. Mentre l'Alto Adige venne in larga misura risparmiato dagli eventi bellici, il Trentino divenne uno dei principali teatri di scontro, cosa che provocò notevoli distruzioni e un vero e proprio esodo dei trentini. Dopo la fine della Grande Guerra, che aveva visto i soldati trentini impegnati prevalentemente sui fronti orientali dell'impero austro-ungarico, ma in misura minore anche contro le truppe italiane, il Trattato di Saint Germain del 1919 assegnò la regione (successivamente chiamata Venezia Tridentina) al Regno d'Italia. Tale annessione sancì lo smembramento dell'antica Contea del Tirolo (nell'estensione che aveva dal 1814) e l'accorpamento all'Italia del Trentino (allora Südtirol o Welschtirol) e dell'Alto Adige (allora Deutschsüdtirol o talvolta Mitteltirol, senza il distretto di Lienz), cioè di circa due terzi di essa.
Titolo: Re:Il TAA come terra di confine: identità e stratificazioni culturali
Inserito da: MrPippoTN il Mer 10 Settembre, 2014, 18:12:43
Comunque, come ben sai grazie a Facebook, a Monaco non c'è solo Erlerstrasse, ma anche Orlandostrasse (tra l'altro molto più prestigiosa per via dell'HB)!!!  :cincin: :cincin: :cincin:

(http://s3.postimg.org/3qr9f83vj/orlandostrasse.jpg) (http://postimg.org/image/3qr9f83vj/)

Non mi stupirei se qualche mio antenato mizzone fosse andato a vivere da quelle parti aprendo la più famosa birreria della Baviera  ;D ;D ;D
Titolo: Re:Il TAA come terra di confine: identità e stratificazioni culturali
Inserito da: El Bonve il Mer 10 Settembre, 2014, 18:53:13
Citazione di: MrPippoTN il Mer 10 Settembre, 2014, 18:12:43
Comunque, come ben sai grazie a Facebook, a Monaco non c'è solo Erlerstrasse, ma anche Orlandostrasse (tra l'altro molto più prestigiosa per via dell'HB)!!!  :cincin: :cincin: :cincin:

(http://s3.postimg.org/3qr9f83vj/orlandostrasse.jpg) (http://postimg.org/image/3qr9f83vj/)

Non mi stupirei se qualche mio antenato mizzone fosse andato a vivere da quelle parti aprendo la più famosa birreria della Baviera  ;D ;D ;D
senza offesa ma orlandostr... fa veramente ridere ;D ;D ;D
Titolo: Re:Il TAA come terra di confine: identità e stratificazioni culturali
Inserito da: El Bonve il Mer 10 Settembre, 2014, 19:03:30
Citazione di: MrPippoTN il Mer 10 Settembre, 2014, 17:42:03
suscitò le proteste dei politici trentini, che si rifiutarono di partecipare alla Dieta costituente tirolese di Innsbruck e decisero di astenersi per l'ingiusta sproporzione della rappresentanza italiana.
questo punto è decisamente interessante in quanto successe la stessa cosa, in maniera speculare, con i sudtirolesi quando dopo la 2° G. M., con il primo statuto di autonomia, quando quest'ultimi erano contrariati dalla sproporzione dei rappresentanti nel consiglio regionale, che, con la maggioranza italiana, che non garantiva loro la giusta tutela linguistica-etnica, portando quindi al secondo statuto e a due provincie autonome.
Titolo: Re:Il TAA come terra di confine: identità e stratificazioni culturali
Inserito da: MrPippoTN il Mer 10 Settembre, 2014, 19:35:36
Citazione di: El Bonve il Mer 10 Settembre, 2014, 18:53:13
Citazione di: MrPippoTN il Mer 10 Settembre, 2014, 18:12:43
Comunque, come ben sai grazie a Facebook, a Monaco non c'è solo Erlerstrasse, ma anche Orlandostrasse (tra l'altro molto più prestigiosa per via dell'HB)!!!  :cincin: :cincin: :cincin:

(http://s3.postimg.org/3qr9f83vj/orlandostrasse.jpg) (http://postimg.org/image/3qr9f83vj/)

Non mi stupirei se qualche mio antenato mizzone fosse andato a vivere da quelle parti aprendo la più famosa birreria della Baviera  ;D ;D ;D
senza offesa ma orlandostr... fa veramente ridere ;D ;D ;D

Sì, sembra un insulto  ;D ;D ;D
Titolo: Il TAA come terra di confine: identità e stratificazioni culturali
Inserito da: Lorenz1982 il Mer 10 Settembre, 2014, 20:21:07
Citazione di: MrPippoTN il Mer 10 Settembre, 2014, 18:12:43
Comunque, come ben sai grazie a Facebook, a Monaco non c'è solo Erlerstrasse, ma anche Orlandostrasse (tra l'altro molto più prestigiosa per via dell'HB)!!!  :cincin: :cincin: :cincin:

(http://s3.postimg.org/3qr9f83vj/orlandostrasse.jpg) (http://postimg.org/image/3qr9f83vj/)

Non mi stupirei se qualche mio antenato mizzone fosse andato a vivere da quelle parti aprendo la più famosa birreria della Baviera  ;D ;D ;D
Ricordo ricordo si si. La mia invece è in pieno centro a Innsbruck, una parallela della centralissima Maria-Theresien-Strasse.
Restando sull'argomento migrazioni, all'interporto nelle prossime settimane torna Trento e la Baviera http://trentoelabaviera.it/
Che è dedicata al trentino Andrea Michele Dall'Armi (1765-1842) che è il fondatore della vera Oktoberfest di München. Pensa te.
http://trentoelabaviera.it/storia-oktoberfest/
(http://img.tapatalk.com/d/14/09/11/vevy5y6u.jpg)
Titolo: Re:Il TAA come terra di confine: identità e stratificazioni culturali
Inserito da: MrPippoTN il Mer 10 Settembre, 2014, 20:43:50
Quindi persino l'Oktoberfest l'ha inventata un italiano... Che top!
Titolo: Re:Il TAA come terra di confine: identità e stratificazioni culturali
Inserito da: Fede il Mer 10 Settembre, 2014, 23:43:16
Citazione di: MrPippoTN il Mer 10 Settembre, 2014, 20:43:50
Quindi persino l'Oktoberfest l'ha inventata un italiano... Che top!

Restando in tema...No, un trentino!
Titolo: Re:Il TAA come terra di confine: identità e stratificazioni culturali
Inserito da: MrPippoTN il Gio 11 Settembre, 2014, 07:08:09
Citazione di: Fede il Mer 10 Settembre, 2014, 23:43:16
Citazione di: MrPippoTN il Mer 10 Settembre, 2014, 20:43:50
Quindi persino l'Oktoberfest l'ha inventata un italiano... Che top!

Restando in tema...No, un trentino!

;D ;D ;D
Titolo: Re:Il TAA come terra di confine: identità e stratificazioni culturali
Inserito da: MrPippoTN il Gio 11 Settembre, 2014, 07:38:22
Per i più curiosi... Ecco a voi i dialetti italiani: http://static.fanpage.it.s3.amazonaws.com/scienzefanpage/wp-content/uploads/2014/07/dialetti-italiani.png (http://static.fanpage.it.s3.amazonaws.com/scienzefanpage/wp-content/uploads/2014/07/dialetti-italiani.png)

(http://s1.postimg.org/4h4t746az/dialetti_italiani.jpg) (http://postimg.org/image/4h4t746az/)
Titolo: Re:Il TAA come terra di confine: identità e stratificazioni culturali
Inserito da: MrPippoTN il Gio 11 Settembre, 2014, 07:43:42
Anche questa è molto interessante: http://upload.wikimedia.org/wikipedia/commons/d/dd/Dialetti_parlati_in_Italia.png (http://upload.wikimedia.org/wikipedia/commons/d/dd/Dialetti_parlati_in_Italia.png)

(http://s27.postimg.org/qdt55puwv/Dialetti_parlati_in_Italia.jpg) (http://postimg.org/image/qdt55puwv/)

Questa fa capire molto bene che a livello dialettale, il Trentino è un mix tra dialetto lombardo ad ovest e dialetto veneto ad est. Dentro poi c'è il Cimbro, il Mocheno e il Ladino. Interessante, no? In effetti, chiunque provenga da Trento / Rovereto / Riva percepisce il dialetto della Val Rendena come "Bresciano" e il dialetto della Valsugana come "Vicentino"...
Titolo: Re:Il TAA come terra di confine: identità e stratificazioni culturali
Inserito da: yakopuz il Lun 27 Aprile, 2015, 22:29:14
Pippo buon compleanno!  Sposta l interessante ot sul sud tirol qui. Io nelle valli del sudtirol a volte ho trovato diffidenza ma in misura uguali a altri di lingua tedesca che venivano dalla città.  Mi è sembrata la stessa differenza che trovi qui on trentino nelle valli di montagna
Titolo: Re:Il TAA come terra di confine: identità e stratificazioni culturali
Inserito da: MrPippoTN il Lun 27 Aprile, 2015, 23:07:45
Ciao Giacomo, grazie degli auguri! Difficile spostare qui i vari interventi fuori tema, sono tutti mescolati a post meteo...
Titolo: Re:Il TAA come terra di confine: identità e stratificazioni culturali
Inserito da: Heinrich il Lun 27 Aprile, 2015, 23:33:44
Provo io a spostare i vari tag e post:

Citazione di: Lorenz1982 il Lun 27 Aprile, 2015, 23:07:51

Citazione di: bantu86 il Lun 27 Aprile, 2015, 21:20:17
Citazione di: Brok il Lun 27 Aprile, 2015, 20:57:52
Citazione di: Heinrich il Lun 27 Aprile, 2015, 19:39:23

[...]
Citazione di: bantu86 il Lun 27 Aprile, 2015, 11:32:24
Citazione di: Giacomo da Centa il Lun 27 Aprile, 2015, 11:06:39
Citazione di: bantu86 il Lun 27 Aprile, 2015, 10:52:38
Citazione di: MrPippoTN il Lun 27 Aprile, 2015, 10:09:39
...oppure emigra. :D

Nah la sciura non gradisce mete esterofile per il momento  ;D.

Beh ma siete già all'estero! ;D


Ahahh hai anche ragione, ma la sciura a questo finto estero preferisci in ogni caso i trentini (anche se è Meranese)!!!  C'è da dire che dopo 1 anno a Trento e 1 a Bolzano posso dire che come mentalità siete simili (un po' troppo chiusi, visto da un romagnolo :) ), ma almeno giù non c'è il gelo tra Crucchi e italioti. Quando capito su cantieri nelle valli altoatesine, il fatto di non parlare dialetto mi mette un po' in difficoltà e non sei proprio ben visto.....vabbuò.....chiuso OT!  ;D ;D

Questo OT è interessantissimo invece!!
Uno dei motivi per cui l'A.Adige non funziona è proprio perché gli italioti non fanno lo sforzo di avvicinarsi alla lingua tirolese. E non ci vuol molto. Non me la prendo e non me la prenderò mai coi sudtirolesi tedeschi, perché loro vivono un sopruso territoriale creato dal presidente degli Stati Uniti Wilson nel '18 coi famosi 14 punti del trattato di Versailles. Quando invece che ridare Istria e Dalmazia all'Italia, diedero un territorio geograficamente sud-alpino ma etnicamente tirolese, quindi tedesco.
L'esempio con la Val d'Aosta non regge perché quella è l'ultima appendice francofona di un'area dell'ex regno Sabaudo in cui si parlava solo francese: le regioni alpine di Nizza e Savoia, già dei piemontesi, furono cedute senza remore alla Francia nella II guerra d'indipendenza nel 1859.
Quindi, porta pazienza Bantu: quando vai nei cantieri delle valli, prova a salutare il Baumeister con un "Griassgott" o un più grezzo "searvus", è un modo cortese di rivolgersi all'altro gruppo ed è un modo per far sì che non si debba più sentire il peso di un "altro" gruppo etnico.
Questo è venirsi incontro, tu esordisci salutando in un tedesco più possibilmente vicino al dialetto (tipo: "'morgn" invece che il "gutenmòrgen" detto all'italiana) e loro ti vengono incontro biascicando le loro 50-100 parole in italiano, tutte pertinenti al mestiere che fanno, bestemmie escluse.  ;D
Senza questi incontri di lingua non c'è integrazione, non c'è benessere, non c'è niente. Fare un po' di fatica apre la mente, chi pretende cose tipo "siamo in Italia esigo mi si parli in italiano" ha sbagliato tutto.

Qui in Deutschland, quando scherzo sul fatto che Südtirol ist nicht Italien, mi rispondono "aber doch ihr seid in Italien"..

Ora, se il mister vuole spostare il post altrove, lo faccia. Oggi è il suo Geburtstag, però queste cose le ritengo importanti. Anche perché è così che si avvia l'integrazione.
Ho avuto la fortuna d'avere un paio d'amici deutschprachig a Bozen in passato. E loro sono i veri 'terroni' delle lingue germaniche (anche geograficamente!), generalmente i tirolesi sono un popolo molto meno chiuso e ostico degli italici che vivono lungo le Alpi meridionali.


i tirolesi meno ostici e chiusi degli italici delle prealpi???  :o mah vabbuo´. basti sapere che io da bolzano me ne sono andato per l´estrema chiusura mentale di questa terra , senza contare che il sudtirolese fa quasi schifo da quanto é conservativo non riesce proprio a guardare piú in lá del suo naso e non accetta confronti.

basta vedere la politica....chiuso Ot
Punto centrato. Io da welsh è vero che a volte sono intimidito ma tutto sommato non sto male ancora. Mia moglie che ci ha vissuto quasi 30 anni invece è stufa... della chiusura, della non democrazia (i tedeschi sono avvantaggiati non neghiamolo), del fatto che dovrebbe essere casa tua, ma in realtà sei straniero.

Scusate chiuso OT.

P. S. Enrico io ci provo a sbiascicare in tedesco/dialetto, ma non vedo questa grande voglia di venirti incontro anzi.....

aus den Alpen
Anche io sto avendo un'esperienza con un cantiere dove si parla solo tedesco. Si tratta di una ristrutturazione di un hotel a Laives, gli unici che parlano italiano siamo noi ed è un bel casino: email, riunioni, computi e progetti tutti in tedesco :).


Citazione di: Heinrich il Lun 27 Aprile, 2015, 23:19:54
@ Brok, Luca: i Südtiroler che fanno la classe dominante, i ricchi, le elite imprenditoriali dell'A.Adige, purtroppo hanno ereditato una politica economica e sociale estremamente conservativa. Hai ragione su ciò.
Per cui niente centri commerciali, niente aeroporto grande, niente globalizzazione tesa come è stato per Innsbruck (lanciatasi già con le Olimpiadi invernali anni fa).
E purtroppo, ma si sa, chi è ricco ha il potere e allora la SVP segue gli interessi di queste elite e tutela al massimo questo gruppo. Per ciò la 'l'assessorato alla cultura', cosa che è degli uomini tutti, è divisa in 'lingua italiana' e 'lingua tedesca', l'istruzione pure. Perché non si può mescolare l'etnia storica di Hofer con la feccia Welsch, come ci si immagina pensino queste elite.
Il risultato è un localismo sfrenato all'interno del mercato globale, un vendersi benissimo turisticamente ma una chiusura ermetica ai grandi centri di consumo, un'enorme ricchezza data da coltivazioni intensive disastrose (le mele!!) perché simbolo di tradizione del posto, è un circolo economico che si auto-sostenta. Virtuoso per loro, vizioso per noi.
A livello sociale questo potere si esprime attraverso la politica.
E allora @ Bantu: conosciamo benissimo la legge proporzionale del '72.
Per cui dice che negli uffici pubblici, solo lì, i dipendenti sono assunti in base alla 'dichiarazione d'appartenenza al gruppo linguistico' che si DEVE fare compiuti i 18 anni andando dall'avvocato. Io non l'ho mai fatta (e così sono interdetto dai pubblici impieghi per i prossimi anni).
La proporzionale dice che in un concorso pubblico per 10 posti, le assunzioni devono esser proporzionali ai parlanti tedesco e italiano, cioè: 70% e 30% + ladini.
Una legge così è un po' un massacro. Anche perché è successo e succede che così vengano assunti gli incompetenti al posto dei qualificati.

La mia esperienza da giovane italofono a Bz per anni è stata perlopiù positiva col gruppo tedesco: feste, concerti, eventi a cui andavo con un'amica (madrelingua tedesca ma, ormai sempre più, bilingue) hanno permesso di esercitare quelle 30 frasi in tirolese che conosco e di ricevere in cambio una accoglienza che non m'aspettavo.
Ho acquisito, leggendo Alexander Langer, la netta sensazione che l'italiano in Alto Adige vive la sua presenza qui come un 'colono', come un ospite occupante una terra mezza-sua.
Qua è l'errore.
Forma mentis, se tu pensi così ti precludi qualsiasi possibilità di integrazione e contatto.
Non parlo di andare al Village-Festival a Prato allo Stelvio (dura 3 giorni ad agosto in tenda) fra reggae, rasta-man e fattoni per cui non c'è etnia né confine, parlo di qualsiasi situazione.
Purtroppo (@Luca, ma anche Andrew) io credo che questa 'forma-mentis' che si ha, provenga da una scelta non nostra, ma dei nostri genitori: da loro ereditiamo in tanta parte come approcciarci all'altro gruppo. Io ho imparato troppo tardi a farmi amici tedeschi (per la cronaca: l'ho imparato al liceo, da una mia compagna di banco di Brixen, italianissima lei: d'origine siciliana ma in quanto brissinese NECESSARIAMENTE bilingue, in famiglia pure: padre preside di scuola-in-lingua-italiana di Palermo, mestiere scelto seguendo il suo padre, cioè il nonno di questa mia compagna, mandato lì a forza dallo "zio Duce" 80 anni fa ["quando c'era lui..." un par de cojoni, sorry], mentre la madre di lei è cassiera agrigentina, emigrata nei '70!)
A Brixen i giovani sono 60% DE, 40% ITA. O fai la fine di marcire in un bar con quattro amici, o per forza una sera scopri che c'è uno di Klausen che, tu guarda, tifa la tua stessa squadra di calcio!!
E da lì parte qualcosa, da lei e da altri ho imparato questo approccio.
Poi parlando direttamente con i Tiroler della mia generazione (e non! Ho avuto la fortuna di parlare anche con mamme e adulti in genere) scopri il "loro mondo" e il "loro" punto di vista. Per gli adulti è un mondo difficile ma 'geht's olls guat' perché i loro padri raccontavano loro della guerra e alcuni di questi adulti hanno ereditato l'idea di 'sopruso' da parte degli italiani.
Per i giovani, in tanta parte (non tutti!), si è ereditata l'idea che vivono tutti in una terra semplicemente meravigliosa e, visti come girano i tempi, miracolata dall'aria, dall'acqua, dalla luce del sole e dall'abbondanza di tanti frutti! E allora finito l'ultimo anno di superiori, tutti in discoteca che "ci zono le italiane che szono molto più fiche", e via così.

Alexander Langer nel 1994 s'è suicidato per tutto ciò. Per un'idea, per una 'forma-mentis' che poteva adattarsi a 500mila persone.
Io penso: sono al lavoro, faccio il primo passo verso il mio collega pusterese doc, lo saluto come si saluta la gente di questa terra, non ottengo alcun feedback positivo, pazienza: è una brutta persona al di là del gruppo linguistico. Faccio lo stesso tentativo con l'altro mio collega di Sterzing-Vipiteno, mi risponde bene e anzi si dimostra contento e sorpreso che io sappia quelle 4 parole in tirolese (1. "donkschian" 2. "griassdi" 3. "pfiartenk" 4. "guat") e avanti così.  Poi magari avanti un par di balle perché il tedesco proprio non lo so e allora gli dico in hochdeutsch livello elementari: "entschuldigung, aber ich kann nicht deutsch" (che sarebbe: "mi scusi ma io non posso il tedesco"  ;D ;D ).
E allora è normale che io una sera, con un amico pugliese ed uno friulano (studenti dell'Uni) mi metta a discutere metà in ted. e in ital. con un trallo (un Tiroler!) sbronzi entrambi, perché lui era uscito dicendo che "noi italiani abbiamo il cervello piccolo!", perché non sappiamo, secondo loro ma è un'opinione diffusa ho scoperto, imparare il tedesco.

Allora, non sappiamo impararlo? O non vogliamo? Non vogliamo probabilmente per infinite ragioni. Una delle più rare, che non siano politiche, è che a scuola studi un tedesco, dal macellaio ne senti un altro. Ecco, scegli quale e quanta lingua tedesca vuoi imparare.

Purtroppo per me la cosa scade nell'idealizzazione sempre. Ma io cerco e cercherò sempre il più possibile di distogliere l'italiano che vive in A.Adige, che sia da 2 anni o da 2 generazioni, di vivere con una forma-mentis che non aiuta.
E se poi, nonostante tutta la positività di questo mondo, davanti ti trovo solo dei sudtirolesi stronzi, beh allora sei sfigato, chettedevodì. Prova con le sudtirolese.  ;D ;D








Citazione di: El Bonve il Lun 27 Aprile, 2015, 21:27:46
La questione tra altoatesini di lingua italiana e quelli di lingua tedesca è ben confermata da un mio amico di laifers...
Tra i due gruppi etnici si fa di tutto per evitarsi, e a me questa cosa mi rattrista perché non fa certo bene a un popolo coeso come quello sudtirolese o anche trentino. Son divergenze deleterie.

Per quaanto riguarda la chiusura, ma voi intendete il fatto di non aver molta confidenza con gli estranei o il fatto che qui si guarda solo al proprio orticello? No perché la seconda opzione è un po' sbagliata, almeno per quel che riguarda il trentino, per me
La chiusura è un termine ampio, sempre da riallacciare all'idea che si ha in testa di come dovrebbero comportarsi le persone con te, cioè la 'forma-mentis'.

Comunque noto un po' di confusione in te, giovane padawan. Un popolo coeso è quello sudtirolese, o quello trentino? Tutt'e due? Se sì il sudtirolese tedesco, ladino o italico?  :D
Titolo: Re:Il TAA come terra di confine: identità e stratificazioni culturali
Inserito da: MrPippoTN il Lun 27 Aprile, 2015, 23:36:33
Siccome mi sento un po' escluso, volevo solo dire che se vivessi in Suedtirol prediligerei la topa tedesca a quella italiana. Così, giusto per dire la mia.
Titolo: Re:Il TAA come terra di confine: identità e stratificazioni culturali
Inserito da: Bernie il Lun 27 Aprile, 2015, 23:39:22
 ;D ;D ;D
Titolo: Re:Il TAA come terra di confine: identità e stratificazioni culturali
Inserito da: Heinrich il Lun 27 Aprile, 2015, 23:42:46
Citazione di: MrPippoTN il Lun 27 Aprile, 2015, 23:36:33
Siccome mi sento un po' escluso, volevo solo dire che se vivessi in Suedtirol prediligerei la topa tedesca a quella italiana. Così, giusto per dire la mia.
;D ;D
E se vivi del cliché per cui credi sian tutte bionde, rimani deluso: son tutte more.....  ::) ::) ::) ::)
Titolo: Re:Il TAA come terra di confine: identità e stratificazioni culturali
Inserito da: MrPippoTN il Lun 27 Aprile, 2015, 23:45:19
Citazione di: Heinrich il Lun 27 Aprile, 2015, 23:42:46
Citazione di: MrPippoTN il Lun 27 Aprile, 2015, 23:36:33
Siccome mi sento un po' escluso, volevo solo dire che se vivessi in Suedtirol prediligerei la topa tedesca a quella italiana. Così, giusto per dire la mia.
;D ;D
E se vivi del cliché per cui credi sian tutte bionde, rimani deluso: son tutte more.....  ::) ::) ::) ::)

No, veramente? Grazie per la dritta, non sono mai stato in Alto Adige.  ;D
Titolo: Re:Il TAA come terra di confine: identità e stratificazioni culturali
Inserito da: Heinrich il Lun 27 Aprile, 2015, 23:53:24
Citazione di: MrPippoTN il Lun 27 Aprile, 2015, 23:45:19
Citazione di: Heinrich il Lun 27 Aprile, 2015, 23:42:46
Citazione di: MrPippoTN il Lun 27 Aprile, 2015, 23:36:33
Siccome mi sento un po' escluso, volevo solo dire che se vivessi in Suedtirol prediligerei la topa tedesca a quella italiana. Così, giusto per dire la mia.
;D ;D
E se vivi del cliché per cui credi sian tutte bionde, rimani deluso: son tutte more.....  ::) ::) ::) ::)

No, veramente? Grazie per la dritta, non sono mai stato in Alto Adige.  ;D
;D ;D ;D ;D Volevo addirittura auto-quotarmi da questo stesso thread, dove avevo già scritto una cosa simile.

Che dire: >2700 h di sole annue avranno una qualche incidenza sulla gente che popola questa terra, no?  ::)

E a proposito, poi la finisco di profetizzare sul Südtirol,  "questa è la mia terra" o "tornatevene a casa vostra", il problema di queste affermazioni è che sono sbagliate. La terra in cui viviamo non è nostra, semmai noi apparteniamo a lei, ma non è mai il contrario!
Lo dice anche la Bibbia, ma abbiamo tutti smesso di crederci da un pezzo quindi ci sputiamo addosso. In più, oggi ci sono i passaporti e i documenti d'identità che dicono da dove veniamo, dove viviamo ecc... ma con ciò non ci è dato diritto di dire che siamo proprietari di quella terra, la viviamo è diverso da la possediamo.
Possedere una terra, il concetto di proprietà (privata) applicato al suolo, alla nazione, è sbagliato.

Per concludere, è curioso notare che nell'Atene classica (2500 anni fa), e non solo lì, i cittadini che applicavano il concetto di privato a loro terre e ampi possedimenti, erano detti "Idioti", cioè "cittadini per sé"... un po' come "egoista", un idiota insomma.  ::) ::)
Titolo: Re:Il TAA come terra di confine: identità e stratificazioni culturali
Inserito da: MrPippoTN il Lun 27 Aprile, 2015, 23:55:25
Non serviva che ti autocitassi, sarebbe bastato leggere quel che avevo scritto io:

Citazione di: MrPippoTN il Mar 09 Settembre, 2014, 15:16:14

Sinceramente io non vedo poi tutte 'ste differenze tra Germania meridionale, Austria e Italia. Se mi parlate di Danesi o di scandinavi, ok: tendenzialmente nelle aree dell'estremo nord Europa la maggior parte delle persone rispondono allo stereotipo di persone alte, bionde, con la carnagione chiara e con gli occhi chiari, ma man mano che si scende, già nel mondo tedesco, quei tratti si perdono. Tra bavaresi e veneti, secondo me, dal punto di vista genetico non ci sono differenze. Lasciamo perdere le migrazioni recenti... Ai tempi della prima guerra mondiale (e lo si capisce guardando documentari e cartoline d'epoca), se non fosse stato per le divise e per la lingua nessuno sarebbe stato in grado di distinguere un soldato austroungarico da un soldato lombardo o toscano: anche in Italia è pieno di biondi ed anche in Germania è pieno di mori, da sempre.
Titolo: Re:Il TAA come terra di confine: identità e stratificazioni culturali
Inserito da: Debia il Mar 28 Aprile, 2015, 08:54:37
Io mi definisco di madrelingua italiana perfettamente inserito nel contesto altoatesino, preferisco parlare italiano ma se l'interlocutore fa fatica non ho problemi a cambiare lingua.
Pure io preferisco le ragazze tedesche, non so il perche ma mi trovo meglio  ;D
Titolo: Re:Il TAA come terra di confine: identità e stratificazioni culturali
Inserito da: bantu86 il Mar 28 Aprile, 2015, 09:16:34
Alla fine è venuta fuori una bella discussione, io sono contento di sentire parere di autoctoni. Ho vari spunti di riflessione che vorrei cercare di amalgamare in un discorso, ma senza risultati per cui sarò abbastanza schematico.

Premessa: la mia esperienza di TAA è ancora limitata visto che ho abitato per 1 anno in Trient e per 1 anno in Bozen (mentre lavoro da 2 anni a BZ), ed inoltre il numero di Tiroler incontrati non è forse sufficiente per farne un ragionamento più generale.

Chiusura! Cosa vuol dire per me? Per chiusura intendo che non avete una mentalità votata di natura all'ospitalità ovvero che prima di dare corda ad un Walsh ne passa di tempo (non parlo ovviamente dell'ospitalità votata al turismo). Chiusura anche come autoreferenzialità, il pensare che non ci siano interessi al di fuori della vostra regione, ma su questo ultimo punto ammetto che dovrei conoscere meglio la situazione socio-politica.

Trento VS Bozen:  Qui la questione si complica ulteriormente. Se da una parte avete una mentalità comparabile data probabilmente anche da un contesto geografico particolare, valli chiuse, pochi contatti esterni, dall'altra le differenze ci sono eccome. In questi 2 anni ho avuto modo di capitare su cantieri sia Trentini (Trento, Val di Non, Valsugana) che Altoatesini (Dalla Val Gardena  a Mazia  cercatevela su Google maps  ;D ) e la diffidenza che ho provato è stata simile, ma mentre poi con i Trentini piano piano ci si lanciava in discorsi e chiacchere, con gli altoatesini MAI.
Esempio: mese scorso ero a Termeno (non Timbuktu) e mentre collaudavo una pompa di calore sentivo gli idraulici e elettricisti (3 ragazzotti di 25 anni non vecchi quindi) prendermi per il culo in dialetto e poi fare i simpatici in italiano pensando che non li capissi. Ne avrei altri di esempi simili, ma non sto a dilungarmi. Probabilmente ho avuto la sfiga di  trovare spesso altoatesini stronzi, ma di simpatici ne ho trovati ben pochi...

Italiani e Sudtirolesi? Nie zusammen! Enrico sono contento che tu sia riuscito ad interagire con l'altra parte, ma non è vero che sia possibile un'integrazione vera al momento. Su questo punto sono 2 anni che ne discuto con mia moglie e non credevo alle sue parole fino a che non sono venuto fisicamente in AA. I sudtirolesi NON vogliono che gli italiani entrino nella loro cultura e che condividano il loro territorio.

Esempio 1) Perché noi Italiani siamo disposti a parlare in italiano con loro, anche se ciò ci costa fatica, e a sorbirci i loro tentativi di parlare nella nostra lingua, mentre se tu provi a parlare tedesco o anche dialetto piuttosto che avere pazienza con te passano subito all'Italiano???? Come puoi imparare il dialetto ed entrare nella loro cultura se loro non sono disponibili ad aiutarti?

Esempio 2) L'amministrativa della mia Azienda, crucca DOC, lo vedo ogni giorno che rispetto ai nostri operai italiani ha un atteggiamento di distacco,quasi superiore come se fossero su due orbite diverse.

E' tutta colpa dei todeschi? NO!!! E qui ti do ragione caro Enrico. Sono gli stessi italiani che talvolta non vogliono provare ad inserirsi nel mondo tedesco. La mamma di mia moglie nata e cresciuta a Merano non ha mai voluto imparare il tedesco e non ha mai voluto interagire con i tedeschi. E l'unica raccomandazione che dava a sua figlia era: Mi raccomando puoi fare tutto, ma non sposarti un tedesco!!!  ;D ;D

In sintesi tutte e due le parti mi pare che non vogliano in verità avvicinarsi, chi per non fare entrare estranei nella propria identità territoriale (Tedeschi) e chi non vuole avere contatti perché qui non si sente a casa sua, come se fossero in perenne esilio (italiani).
Non a caso caro Enrico gli Italiani (me compreso) rimangono o vengono qui esclusivamente per ragioni di lavoro e benessere e non perché si sentano a casa. Non a caso tutti gli italiani che possono se ne vanno perché non si sentono a casa  mentre ho qualche amico tedesco che non ci pensa neanche ad andare via perché giustamente questa è casa loro.

La politica? Caro Enrico tutto la parte sociale-politica fa in modo di incentivare i distacchi tra tedeschi e italiani.

- La scuola? Che diavolo di senso ha avere una scuola tedesca e una italiana?? Non si insegnano già ambedue le lingue in entrambe?
- La dichiarazione linguistica? Ma perché dovrei dichiararmi italiano o tedesco? Poi magari un giorno mi sveglio male e mi dichiaro ladino!!! Come fanno a non crearsi frizioni se un italiano per avere più lavoro deve dichiararsi tedesco e poi vivere come un emarginato? Varda ben che io sono il primo che non mi dichiarerei tedesco perché mi sembra una perdita d'identità, ma capisco chi lo faccia pur di poter avere più possibilità di lavoro.

Non lo so mi par che per il momento tutti accettino la convivenza perché la situazione economica è ancora vantaggiosa per tutti, ma venissero a mancare gli schei non so come potrebbe evolversi la situazione.
In aggiunta è passato quasi un secolo, ma l'integrazione è ancora ai minimi termini, quanto tempo ci vorrà per avere un'integrazione effettiva? Ma soprattutto ci sarà?
Titolo: Re:Il TAA come terra di confine: identità e stratificazioni culturali
Inserito da: El Bonve il Mar 28 Aprile, 2015, 09:27:17
Citazione di: Heinrich il Lun 27 Aprile, 2015, 23:42:46
Citazione di: MrPippoTN il Lun 27 Aprile, 2015, 23:36:33
Siccome mi sento un po' escluso, volevo solo dire che se vivessi in Suedtirol prediligerei la topa tedesca a quella italiana. Così, giusto per dire la mia.
;D ;D
E se vivi del cliché per cui credi sian tutte bionde, rimani deluso: son tutte more.....  ::) ::) ::) ::)
Beh ma se son tutte more tanto meglio
Titolo: Re:Il TAA come terra di confine: identità e stratificazioni culturali
Inserito da: MrPippoTN il Mar 28 Aprile, 2015, 09:45:06
L'unica soluzione per integrarsi coi todeschi è mescolare con loro il proprio patrimonio genetico.
Titolo: Re:Il TAA come terra di confine: identità e stratificazioni culturali
Inserito da: Heinrich il Mar 28 Aprile, 2015, 09:46:46
Purtroppo in buona parte è così, come tu dici.
E la cosa si inacidisce se da una parte c'è chi la pensa in modo chiuso e dall'altra pure.
Non esisteranno più parti quando ci si troverà davanti a una qualsiasi situazione (al lavoro, al bar, al concerto) e si sarà Menschen, alla pari.

L'integrazione concreta è un'utopia per cui uno scrittore s'è suicidato e oggi vive nell'oblio del governo locale: NESSUNA piazza, strada o vicolo sono ancora state intitolate ad Alexander Langer, un tedesco della Val Ridanna che è visto a tutti gli effetti come un Verräter, un traditore.
Sai cosa si può pensare più concretamente? Che con l'SVP (la DC de noartri) non si otterrà mai nulla.

Allora o si votano i partiti estremisti tedeschi o non c'è speranza perché le cose cambino di netto.Coi Freiheitlichen o altri partiti estremisti si potrebbero cambiare molte cose (NB: sto ragionando per assurdo!).Paradossalmente in meglio, per la minoranza linguistica italiana.Tanti tedeschi son cresciuti con l'idea inculcata dai padri che questa terra è stata loro sottratta.Cioè vivono in un 'sopruso'.

E dall'altra moltissimi italiani vivono e son cresciuti qui con l'arroganza di dire che "fino a prova contraria sulle cartine questa è Italia per cui parlatemi italiano!".Il risultato è un'atmosfera da guerra fredda, una semi-ecatombe degli esseri viventi. Finché ci sono i cash stiamo tutti da dio, certo. 45mila poveri riconosciuti dagli uffici provinciali abitano in A.A., 1/3 di questi solo a Bz, comunque.

Le grandi città, soprattutto Merano e Brixen, ma Bozen anche, oggi propongono numerose realtà sociali mai viste prima: famiglie mescolate (ci sono già Pippo, e sempre più!!!! ;) 8-)) e gruppi di ragazzi totalmente bilingui. Bolzano credo sia migliorata molto da questo punto di vista. Ci sono 40mila studenti delle superiori (quasi 20mila pendolari!) + 5000 studenti universitari di cui la metà stranieri (stranieri intesi pure italiani e trentini!  ;D) e negli ultimi anni si sono moltiplicati i casi d'integrazione che l'SVP e molti italici 'coloni' odiano.

Non so quale suggerimento darti di preciso Bantu. Ho sentito che, nel lavoro, i privati fanno un po' quel che vogliono e purtroppo ho brutte storie da raccontare a supporto. Nell'Alltagsleben però ho l'idea che negli incontri quotidiani dalla Backerei alla Metzgerei all'Apotheke se davanti hai un/una Tiroler, anche solo biascicare il dialetto è un bene.
La reazione "loro", dei tralli, quando tu parli in tedesco o in tirolese, è nell'80% dei casi una reazione di cortesia: cioè ti parlano in italiano!!

Ma non è che lo fanno per dispetto, per impedirti di parlare la loro lingua. Lo fanno al contrario perché ci si viene incontro, appunto.
Tu insisti a parlre tirolese, loro cortesemente ti risponderanno in italiano. Finché, magari, come ho fatto io in passato, chiedi che ti parlino auf Deutsch. (La prima volta l'ho fatto con una cassiera degli ambulatori, ero contento perché ero riuscito a dire quel che volevo, però andato via non avevo capito un acca  ;D)
Titolo: Re:Il TAA come terra di confine: identità e stratificazioni culturali
Inserito da: Bernie il Mar 28 Aprile, 2015, 10:17:53
Io ho risolto battendoli con gli sci e guadagnandomi rispetto eterno.
ahahahhahahha  ;D ;D ;D

Per i valligiani sciatori se tu sei forte con gli sci sei quasi uno di loro.
Ho tanti amici sudtiroler, io mentalmente li capisco capisco l'Heimat e capisco che un sudtirolese non abbia niente a che spartire culturalmente con un italiano e soprattutto con quelli ancora più lontani dalla loro cultura tirolese. Capisco la chiusura di certe menti valligiane.
Mi piacerebbe tanto parlare anche solo il tedesco abbastanza correttamente ma non l'ho imparato, ahimè, mia moglie si ha lavorato a Bressanone in azienda tedesca e poi all'estero. La invidio molto.
Titolo: Re:Il TAA come terra di confine: identità e stratificazioni culturali
Inserito da: Bernie il Mar 28 Aprile, 2015, 10:19:56
Chiaramente parlo di italiano medio, del prototipo dell'italiano medio e del prototipo del sudtirolese medio.
Poi esistono molte sfumature del prototipo.
Titolo: Re:Il TAA come terra di confine: identità e stratificazioni culturali
Inserito da: Bernie il Mar 28 Aprile, 2015, 10:22:15
Bantu ma quando ti prendono per i fondelli in dialetto tu riesci a resistere dal non fargli capire che hai capito?
Perchè non butti lì due parole in tedesco zittendoli?
Io lo farei...
Tipo "il nemico vi ascolta!"
Titolo: Re:Il TAA come terra di confine: identità e stratificazioni culturali
Inserito da: Brok il Mar 28 Aprile, 2015, 10:24:40
io posso solo dirvi che quando vivevo a bolzano ero il primo ad essere chiuso e ottuso nei confronti della cultura tedesca (tutta) e del diverso in generale. non appena mi sono trasferito e ho cominciato a viaggiare e conoscere nuove culture , l ´era dei prosciutti sugli occhi era finalmente finita e ho cominciato ad avere un approccio completamente diverso con tutti, da tedeschi a mussulmani a gay e via dicendo....

poi si parla di sudtirolesi tedeschi ma pure noi italiani del südtirol non siamo da meno ma questo grazie alla situazione e alla cultura tedesca con la quale conviviamo , la nostra é stata una reazione nei confronti di questá realtá una sorta di protezione. fino a che un tedesco non accetterá di vivere in una terra bilingue dove tutte le persone hanno gli stessi diritti e sono viste sullo stesso piano non si potrá far altro che mantenere questo muro tra le due culture.

se vivi in cittá e sei  spesso a contatto con l´altra cultura,  sei sicuramente + aperto nei confronti dell´altra popolazione, se invece sei di sarentino e il luogo piú lontano che hai visitato é innsbruck be´ovvio che non posso aspettarmi grandi discorsi e confronti da questa persona.

in generale cmq a me fa impressione e anche tanta tristezza vedere come un turco a berlino sia molto meglio integrato rispetto ad un italiano a bressanone.

e poi volevo anche sottolineare come la cultura tirolese-bavarese sia completamente diversa e assestante rispetto ad esempio il centro-nord germania.
é un po´come mettere a confronto napoletani e veneti, polenta e pasta con la pummarola.
Titolo: Re:Il TAA come terra di confine: identità e stratificazioni culturali
Inserito da: ross il Mar 28 Aprile, 2015, 10:47:25
Citazione di: Brok il Mar 28 Aprile, 2015, 10:24:40
io posso solo dirvi che quando vivevo a bolzano ero il primo ad essere chiuso e ottuso nei confronti della cultura tedesca (tutta) e del diverso in generale. non appena mi sono trasferito e ho cominciato a viaggiare e conoscere nuove culture , l ´era dei prosciutti sugli occhi era finalmente finita e ho cominciato ad avere un approccio completamente diverso con tutti, da tedeschi a mussulmani a gay e via dicendo....

poi si parla di sudtirolesi tedeschi ma pure noi italiani del südtirol non siamo da meno ma questo grazie alla situazione e alla cultura tedesca con la quale conviviamo , la nostra é stata una reazione nei confronti di questá realtá una sorta di protezione. fino a che un tedesco non accetterá di vivere in una terra bilingue dove tutte le persone hanno gli stessi diritti e sono viste sullo stesso piano non si potrá far altro che mantenere questo muro tra le due culture.

se vivi in cittá e sei  spesso a contatto con l´altra cultura,  sei sicuramente + aperto nei confronti dell´altra popolazione, se invece sei di sarentino e il luogo piú lontano che hai visitato é innsbruck be´ovvio che non posso aspettarmi grandi discorsi e confronti da questa persona.

in generale cmq a me fa impressione e anche tanta tristezza vedere come un turco a berlino sia molto meglio integrato rispetto ad un italiano a bressanone.

e poi volevo anche sottolineare come la cultura tirolese-bavarese sia completamente diversa e assestante rispetto ad esempio il centro-nord germania.
é un po´come mettere a confronto napoletani e veneti, polenta e pasta con la pummarola.


Gia', mi ricordo all'universita' un amico bolzanino di madrelingua tedesca che si vergognava a parlare tedesco con gente dalla germania perche' sapeva che il suo tedesco dialettale sarebbe stonato ...ok un po' estrema come attitudine ma rende l'idea  ;D

E concordo con l'idea della chiusura culturale come un problema di fondo. Credo, o naive, spero  che per la generazione piu' giovane il bilinguismo sia visto come una marcia in piu' piu' che il pretesto per il soliti discorsi italiani vs sudtirolesi. Ma chiaro funziona solo se uno viaggia e vede altre culture. D'altronde e' la stessa cosa che avere un trentinazo delle valli che ti fa la battuta in dialetto verso un "terone" pugliese come il pres  :P (O un galllese che serve cibo avariato ad un inglese al pub....true story)
Titolo: Re:Il TAA come terra di confine: identità e stratificazioni culturali
Inserito da: Lorenz1982 il Mar 28 Aprile, 2015, 14:26:32
Citazione di: MrPippoTN il Mar 28 Aprile, 2015, 09:45:06
L'unica soluzione per integrarsi coi todeschi è mescolare con loro il proprio patrimonio genetico.
;D ;D ;D ;D ;D
Titolo: Re:Il TAA come terra di confine: identità e stratificazioni culturali
Inserito da: MrPippoTN il Mar 28 Aprile, 2015, 16:20:08
Comunque, al di là di tutti i comprensibili screzi di origine storica tra popolazione più o meno indigena e popolazione più o meno immigrata, l'unica vera piaga sociale di questo territorio è che l'idea di condurre un briciolo di vita mondana - o peggio ancora di vita notturna - spesso equivale a compiere un "peccato mortale". Parlo soprattutto per il Trentino, perché ultimamente ho notato che l'Alto Adige si sta un po' emancipando da questo problema.

Ciò che al di là delle rare eccezioni resta un autentico dramma, a mio modesto avviso, è il risultato di un mix deleterio tra cultura cattolica di stampo asburgico ed abitudine a vivere in luoghi dove un palazzo di tre piani è considerato "zona densamente popolata". Per inciso: a Trento, un palazzo di quattro piani si chiama formicaio e un quartiere con più di due palazzi superiori ai quattro piani è praticamente considerato Little Tokyo.

Ma dicevamo... Vita mondana = peccato mortale. Perché? Semplificando... Da una parte, il fondamentalismo cattolico di stampo asburgico deve aver portato la maggior parte delle persone a vivere con enormi sensi di colpa ogni minuto sottratto al lavoro e alla preghiera (oggi che non prega più nessuno al posto di preghiera potete mettere altri doveri imprescindibili come "le pulizie domestiche" o, "una gita in montagna", o "curare l'orto"); dall'altra, è fortemente diffusa un'oggettiva difficoltà nel sentirsi a proprio agio in presenza di "estranei" (e per estraneo non intendo il pakistano che ti vende le rose al ristorante, ma il tizio della Val di Sole che entra in un bar della Val Rendena).

Questa terribile repulsione nei confronti della gente che fondamentalmente si incrocia sul pianerottolo di casa, o per strada o al supermercato è più o meno marcata a seconda delle zone. Secondo la mia esperienza, a Rovereto e soprattutto Riva, gli standard di quest'insofferenza sono tutto sommato accettabili, e in linea con altre realtà analoghe del resto del Nord Italia. A Trento in particolare, invece, la tolleranza nei confronti di tutto ciò che nel resto del mondo è considerato l'abc del vivere associato rasenta lo zero. Pertanto, chiunque provenga da fuori e si ritrovi a vivere nel capoluogo ai piedi del Bondone deve immediatamente rassegnarsi a quanto segue:

1) parlare in una piazza dopo ora di cena è considerato disturbo della quiete pubblica; del resto...
2) uscire la sera è sinonimo di bighellonare;
3) laddove esistano discoteche o qualcosa che vi assomigli, andare a ballare è considerato socialmente accettabile solo nel periodo degli studi (ma sia chiaro: all'università si va per studiare, quindi qualunque luogo di aggregazione giovanile al di fuori delle biblioteche è del tutto superfluo);
4) il matrimonio è la tomba della (poca) vita sociale consentita al di fuori delle proprie mura domestiche;
5) se poi si hanno figli l'unica forma di divertimento percorribile è praticare sport;
6) se il giorno dopo si lavora, qualunque attività serale è improponibile ("Ma sei matto? Va che domani mattina io mi devo alzare alle 6!"), e se il giorno dopo non si lavora bisogna comunque alzarsi alle 6 per occuparsi dei suddetti doveri: le pulizie domestiche, la gita in montagna, l'orto.

Fatta eccezione per tutto questo, e se ci si rassegna al fatto che ormai non nevica più, il Trentino resta comunque il posto più bello del mondo.
Titolo: Re:Il TAA come terra di confine: identità e stratificazioni culturali
Inserito da: bantu86 il Mar 28 Aprile, 2015, 16:30:30
Citazione di: MrPippoTN il Mar 28 Aprile, 2015, 16:20:08

1) parlare in una piazza dopo ora di cena è considerato disturbo della quiete pubblica; del resto...
2) uscire la sera è sinonimo di bighellonare;
3) laddove esistano discoteche o qualcosa che vi assomigli, andare a ballare è considerato socialmente accettabile solo nel periodo degli studi (ma sia chiaro: all'università si va per studiare, quindi qualunque luogo di aggregazione giovanile al di fuori delle biblioteche è del tutto superfluo);
4) il matrimonio è la tomba della (poca) vita sociale consentita al di fuori delle proprie mura domestiche;
5) se poi si hanno figli l'unica forma di divertimento percorribile è praticare sport;
6) se il giorno dopo si lavora, qualunque attività serale è improponibile ("Ma sei matto? Va che domani mattina io mi devo alzare alle 6!"), e se il giorno dopo non si lavora bisogna comunque alzarsi alle 6 per occuparsi dei suddetti doveri: le pulizie domestiche, la gita in montagna, l'orto.

Fatta eccezione per tutto questo, e se ci si rassegna al fatto che ormai non nevica più, il Trentino resta comunque il posto più bello del mondo.

Grande Pippo!

1) parlare in una piazza dopo ora di cena è considerato disturbo della quiete pubblica; del resto...

Dai non esagerare a me è capitato di fare due chiacchere in piazza duomo dopo cena  ;D

2) uscire la sera è sinonimo di bighellonare;

Ma tu dopo 8 ore di lavoro hai voglia di uscire la sera se non per una mangiata?? Io in genere no.

3) laddove esistano discoteche o qualcosa che vi assomigli, andare a ballare è considerato socialmente accettabile solo nel periodo degli studi (ma sia chiaro: all'università si va per studiare, quindi qualunque luogo di aggregazione giovanile al di fuori delle biblioteche è del tutto superfluo);

Non ho fatto l'Uni a Trient per cui non so

4) il matrimonio è la tomba della (poca) vita sociale consentita al di fuori delle proprie mura domestiche;

Se ti sposi con senno ti viene naturale prediligere altre priorità, poi il calcetto o la parta mia moglie si è rassegnata a dovermela concedere  ;D

5) se poi si hanno figli l'unica forma di divertimento percorribile è praticare sport;

Te lo dirò nel futuro

6) se il giorno dopo si lavora, qualunque attività serale è improponibile ("Ma sei matto? Va che domani mattina io mi devo alzare alle 6!"), e se il giorno dopo non si lavora bisogna comunque alzarsi alle 6 per occuparsi dei suddetti doveri: le pulizie domestiche, la gita in montagna, l'orto.

Bè quando facevo il pendolare l'ultima roba di cui avevo voglia era fare tardi. Al più, come adesso, qualche cena con gli amici

Ergo dipende che vita ti piace. Se ti piace stare trallo e la sera andare a trovare amici et simili Trento, ma anche Bolzano, sono il TOP!!!
Titolo: Re:Il TAA come terra di confine: identità e stratificazioni culturali
Inserito da: Bernie il Mar 28 Aprile, 2015, 16:52:24
Citazione di: Bernie il Mar 28 Aprile, 2015, 10:22:15
Bantu ma quando ti prendono per i fondelli in dialetto tu riesci a resistere dal non fargli capire che hai capito?
Perchè non butti lì due parole in tedesco zittendoli?
Io lo farei...
Tipo "il nemico vi ascolta!"

Bantuuuuuuuu mi rispondi??????????  ;)
Titolo: Re:Il TAA come terra di confine: identità e stratificazioni culturali
Inserito da: bantu86 il Mar 28 Aprile, 2015, 17:08:24
Citazione di: Bernie il Mar 28 Aprile, 2015, 16:52:24
Citazione di: Bernie il Mar 28 Aprile, 2015, 10:22:15
Bantu ma quando ti prendono per i fondelli in dialetto tu riesci a resistere dal non fargli capire che hai capito?
Perchè non butti lì due parole in tedesco zittendoli?
Io lo farei...
Tipo "il nemico vi ascolta!"

Bantuuuuuuuu mi rispondi??????????  ;)
Non ho mai voluto, anche perché si rischiano di creare tensioni nel lavoro. Ad esempio l idraulico potrebbe dire al cliente che qualcosa non va nell'impianto di riscaldamento dandoci la colpa a noi che forniamo la pompa di calore... Ecc
..
Non ne vale pena secondo me.

aus den Alpen

Titolo: Re:Il TAA come terra di confine: identità e stratificazioni culturali
Inserito da: El Bonve il Mar 28 Aprile, 2015, 19:54:00
Pippo quella della vita notturna morta è una cosa che riguarda il capoluogo. Lì sì che è deprimente, ma non generalizziamo a tutto il territorio.
Titolo: Re:Il TAA come terra di confine: identità e stratificazioni culturali
Inserito da: Brok il Mar 28 Aprile, 2015, 20:25:35
e quindi bolzano come vita notturna supera trento ora?

non esiste il casino del venerdi e sabato sera a bere birra in un ipotetica piazza erbe di trento?

e su questo punto di vista spezzo una lancia a favore dei sudtirolesi di madrelingua tedesca, per loro bere birra e chiacchierare in piazza erbe e´ assolutamente normale e viene accettato tranquillamente, viceversa i politici di madrelingua italiana non tollerano assolutamente ció che si svolge settimanalmente in centro a bolzano...
Titolo: Re:Il TAA come terra di confine: identità e stratificazioni culturali
Inserito da: MrPippoTN il Mar 28 Aprile, 2015, 20:57:49


Citazione di: Brok il Mar 28 Aprile, 2015, 20:25:35
e quindi bolzano come vita notturna supera trento ora?

Da quel che ho visto io, sì.

Titolo: Re:Il TAA come terra di confine: identità e stratificazioni culturali
Inserito da: Heinrich il Mar 28 Aprile, 2015, 21:57:07
Citazione di: MrPippoTN il Mar 28 Aprile, 2015, 20:57:49


Citazione di: Brok il Mar 28 Aprile, 2015, 20:25:35
e quindi bolzano come vita notturna supera trento ora?

Da quel che ho visto io, sì.



Boh, io devo dare ragione al Pippo, ma non per campanilismo.

Bozen attorno a piazza Erbe e qualche locale vicino (Cadebezzi, Exil) l'ho vista ben più viva e vegeta la sera che certe serate che mi sono sorbito a Trento!! Esci da un locale, solitamente negli ultimi tempi era l'Accademia, vai verso l'anfiteatro sotto al Buonconsiglio ed è chiuso, alle 22.30. Scendi in piazza fiera e il Pedavena ha più pakistani con le rose che avventori....

Dov'è la vita universitaria?? Ce n'è poca e sempre meno all'aperto mi sa, si sta nelle case.

Rovereto di contro, ma c'ho fatto in tutta la mia vita solo 4 sabati sera e 2 feste di venerdì (vere! Dormendo giù), pur essendo più piccola è più animata! Non so.

Problema trentino de Trent questo, nel senso che secondo me è sia un'eredità mentale locale (gli Asburgo, ma soprattutto il vescovo e la diocesi!), sia una questione di poca luce solare. Guardate che è davvero influente il numero di ore di luce annue per gli uomini di un posto. Il Bondone è troppo vicino....spostelo  ;D ;D



In A.Adige, a Bozen e Meran, ma anche quelli di Appiano ho potuto constatare, i Südtiroler vanno a saufen (a bere pesante) molto volentieri, e la cagnara è garantita. E spesso c'è chi tira fuori una chitarra e si fan le 3 e quelli che abitano sopra la piazza buttano giù secchiate d'acqua perché va ben tutto ma no fin alle tre.  ;D ;D
Poi immaginatevi le CALDISSIME nottate di fine agosto a Bozen: quando tutti sono rientrati dalle ferie, ci si rivede, ritornano anche gli studenti dell'uni.. è un bel periodo quello.
Titolo: Il TAA come terra di confine: identità e stratificazioni culturali
Inserito da: Lorenz1982 il Mar 28 Aprile, 2015, 22:25:43
Citazione di: MrPippoTN il Mar 28 Aprile, 2015, 20:57:49


Citazione di: Brok il Mar 28 Aprile, 2015, 20:25:35
e quindi bolzano come vita notturna supera trento ora?

Da quel che ho visto io, sì.
Concordo, da molti anni la vita notturna è decisamente più animata a Bolzano.
Il mio migliore amico circa 15 anni fa si è trasferito a Bolzano con i genitori, dato che sua mamma era nata lassù. Ebbene, per circa 3-4 anni, ogni weekend l'ho passato da lui e la sera eravamo sempre in giro per i locali in città. Quando era a Trento invece non sapevamo mai cosa fare.
Titolo: Re:Il TAA come terra di confine: identità e stratificazioni culturali
Inserito da: MrPippoTN il Mer 29 Aprile, 2015, 09:57:00
Citazione di: El Bonve il Mar 28 Aprile, 2015, 19:54:00
Pippo quella della vita notturna morta è una cosa che riguarda il capoluogo. Lì sì che è deprimente, ma non generalizziamo a tutto il territorio.

Scusa, in effetti a Besenello i giovani fanno l'alba sette giorni su sette.  ;D
Titolo: Re:Il TAA come terra di confine: identità e stratificazioni culturali
Inserito da: Heinrich il Mer 29 Aprile, 2015, 10:35:01
Citazione di: MrPippoTN il Mer 29 Aprile, 2015, 09:57:00
Citazione di: El Bonve il Mar 28 Aprile, 2015, 19:54:00
Pippo quella della vita notturna morta è una cosa che riguarda il capoluogo. Lì sì che è deprimente, ma non generalizziamo a tutto il territorio.

Scusa, in effetti a Besenello i giovani fanno l'alba sette giorni su sette.  ;D
;D ;D ;D ;D
Titolo: Re:Il TAA come terra di confine: identità e stratificazioni culturali
Inserito da: alumact il Gio 30 Aprile, 2015, 15:32:01
Bella discussione a cui vorrei aggiungere anche il mio parere!  ;)
Per quanto riguarda l'integrazione e la convivenza fra italiani e tedeschi qui a Bolzano, dal mio punto di vista non ho mai avuto nessun problema e mai mi sono sentito emarginato. Molto importante è l'atteggiamento che si ha nei confronti delle persone, della cultura e dello stile di vita del luogo che ti ospita. Venendo dalla Sicilia ci sono delle grandi differenze ed è ovvio che bisogna adattarsi a certi modi di intendere l'ospitalità, o ai modi di vivere o alla lingua stessa. Sicuramente mi manca il fare una battuta scherzosa con gli amici in siciliano, oppure andare al mare quando vuoi anche tra una pausa e l'altra del tuo lavoro o nella pausa pranzo all'Università, o quelle mega uscite da 20-25 amici e familiari, o sapere che puoi uscire il sabato sera a mezzanotte e trovare ancora un casino di gente che aspetta addirittura di entrare in un pub o in pizzeria (quest'ultima in effetti mi faceva anche arrabbiare ;D). Ma cambiare abitudini e studiare una nuova lingua mi incuriosisce molto e la vedo come una possibilità di arricchimento della mia cultura di origine che indubbiamente mi allarga le vedute.
Sicuramente non per tutti è così e le esperienze cambiano da persona a persona. A mio avviso le differenze si notano più tra paesino e città che tra nord e sud. E' normale che se vai in qualche valle lontano dalla città ci sarà sempre qualcuno diffidente verso gli italiani o che crede molto agli stereotipi. Così come anche un italiano settentrionale che va nel paesino in Sicilia lontano dai grandi centri potrebbe sentirsi poco integrato o non capito dato che non parla il loro dialetto.
In fin dei conti secondo me, per trovarsi bene in un luogo dipende soprattutto da ognuno di noi (cioè dal proprio carattere, dall'educazione ricevuta ecc.). Personalmente avendo vissuto anche in Emilia-Romagna mi sono adattato meglio con la vita altoatesina... :D
Titolo: Re:Il TAA come terra di confine: identità e stratificazioni culturali
Inserito da: MrPippoTN il Dom 03 Maggio, 2015, 12:09:43
Possiamo chiudere la discussione, ancora una volta Rovereto ha dimostrato la sua schiacciante superiorità culturale rispetto al capoluogo e ai suoi spettacoli di Andrea Castelli alle Feste Vigiliane.

(http://i58.tinypic.com/2vm837p.jpg)
Titolo: Re:Il TAA come terra di confine: identità e stratificazioni culturali
Inserito da: bantu86 il Lun 04 Maggio, 2015, 08:24:48
Franz Ferdinand????  Rovereto vince a mani basse!!!

aus den Alpen

Titolo: Re:Il TAA come terra di confine: identità e stratificazioni culturali
Inserito da: El Bonve il Lun 04 Maggio, 2015, 14:01:00
io leggo anche "subsonica" e ciò mi basta per farmi allontanare da rovereto di almeno 90 km onde evitare di venirci col fucile :o ;D ;D
Citazione di: MrPippoTN il Mer 29 Aprile, 2015, 09:57:00
Citazione di: El Bonve il Mar 28 Aprile, 2015, 19:54:00
Pippo quella della vita notturna morta è una cosa che riguarda il capoluogo. Lì sì che è deprimente, ma non generalizziamo a tutto il territorio.

Scusa, in effetti a Besenello i giovani fanno l'alba sette giorni su sette.  ;D
a besenello no ma a zambana con la movida degli asparagi sì! :cincin: ;D
Titolo: Re:Il TAA come terra di confine: identità e stratificazioni culturali
Inserito da: MrPippoTN il Lun 04 Maggio, 2015, 15:32:45
Che problemi hai con i Subsonica, Bonve? :D
Titolo: Re:Il TAA come terra di confine: identità e stratificazioni culturali
Inserito da: El Bonve il Lun 04 Maggio, 2015, 16:06:29
Citazione di: MrPippoTN il Lun 04 Maggio, 2015, 15:32:45
Che problemi hai con i Subsonica, Bonve? :D
li-odio-a-morte :D
Titolo: Re:Il TAA come terra di confine: identità e stratificazioni culturali
Inserito da: MrPippoTN il Lun 04 Maggio, 2015, 16:17:03
Hahahahaha!!! :D
Titolo: Re:Il TAA come terra di confine: identità e stratificazioni culturali
Inserito da: Heinrich il Lun 04 Maggio, 2015, 22:26:23
Altre generazioni Pippo. Poco da fare. Io sono pure di un'altra generazione rispetto alla tua, però dei vostri '90s ho recepito buone cose. I SUBSONICA sono tanta roba. Altroché bale!!
Titolo: Re:Il TAA come terra di confine: identità e stratificazioni culturali
Inserito da: El Bonve il Mar 05 Maggio, 2015, 09:23:22
Citazione di: Heinrich il Lun 04 Maggio, 2015, 22:26:23
Altre generazioni Pippo. Poco da fare. Io sono pure di un'altra generazione rispetto alla tua, però dei vostri '90s ho recepito buone cose. I SUBSONICA sono tanta roba. Altroché bale!!
Devo vedere se sono gli stessi subsonica che intendete voi. Perché in genere son il primo io che ascolta roba anni 90.
Titolo: Re:Il TAA come terra di confine: identità e stratificazioni culturali
Inserito da: MrPippoTN il Mar 05 Maggio, 2015, 09:27:52
Citazione di: El Bonve il Mar 05 Maggio, 2015, 09:23:22
Citazione di: Heinrich il Lun 04 Maggio, 2015, 22:26:23
Altre generazioni Pippo. Poco da fare. Io sono pure di un'altra generazione rispetto alla tua, però dei vostri '90s ho recepito buone cose. I SUBSONICA sono tanta roba. Altroché bale!!
Devo vedere se sono gli stessi subsonica che intendete voi. Perché in genere son il primo io che ascolta roba anni 90.

Bonve, i Subsonica quelli sono, non è che ci sia tanto da confondere.

https://www.youtube.com/watch?v=WEOGrMVRDXk

https://www.youtube.com/watch?v=2hS51HKWghI

https://www.youtube.com/watch?v=TpEs2lBWCO0
Titolo: Re:Il TAA come terra di confine: identità e stratificazioni culturali
Inserito da: El Bonve il Mar 05 Maggio, 2015, 09:44:50
Bon posso dire allora che li detesto lo stesso. De gustibus
Titolo: Re:Il TAA come terra di confine: identità e stratificazioni culturali
Inserito da: MrPippoTN il Mar 05 Maggio, 2015, 13:42:22
Cosa ti piace, Gigi d'Alessio?
Titolo: Re:Il TAA come terra di confine: identità e stratificazioni culturali
Inserito da: El Bonve il Mar 05 Maggio, 2015, 18:04:29
Citazione di: MrPippoTN il Mar 05 Maggio, 2015, 13:42:22
Cosa ti piace, Gigi d'Alessio?
:o :o :o :o :o
peta che faccio un tuffo dal poggiolo ;D

no comunque un esempio per me son gli 883. quelli si che son tanta roba. poi ce ne son altri naturalmente ma che non mi vengono in mente.
Titolo: Re:Il TAA come terra di confine: identità e stratificazioni culturali
Inserito da: Heinrich il Mar 05 Maggio, 2015, 21:00:42
Citazione di: El Bonve il Mar 05 Maggio, 2015, 18:04:29
Citazione di: MrPippoTN il Mar 05 Maggio, 2015, 13:42:22
Cosa ti piace, Gigi d'Alessio?
:o :o :o :o :o
peta che faccio un tuffo dal poggiolo ;D

no comunque un esempio per me son gli 883. quelli si che son tanta roba. poi ce ne son altri naturalmente ma che non mi vengono in mente.
(http://i1.kym-cdn.com/entries/icons/original/000/000/567/Massimo.jpg)

Gli ottottotre tanta roba?
Cioè Max... anni '90 insomma. No no no, non ci siamo proprio.

I Linea77?

(Gli Afterhours?)

Morgan e i Bluvertigo?

Titolo: Re:Il TAA come terra di confine: identità e stratificazioni culturali
Inserito da: El Bonve il Mar 05 Maggio, 2015, 21:22:14
Tu bolleresti gli 883?! Vergognati :D
Titolo: Il TAA come terra di confine: identità e stratificazioni culturali
Inserito da: Lorenz1982 il Sab 23 Maggio, 2015, 15:58:30
Su Facebook ho trovato questo:
Titolo: Re:Il TAA come terra di confine: identità e stratificazioni culturali
Inserito da: Heinrich il Lun 25 Maggio, 2015, 11:24:21
Sì "Welsch" è il corrispettivo germanico del latino-greco "barbari" a dirla tutta. Non come etimo ma come semantica, come concetto. Cioè i non-teutoni.

Così il Wales ecc., ecc.
Titolo: Re:Il TAA come terra di confine: identità e stratificazioni culturali
Inserito da: Heinrich il Dom 05 Luglio, 2015, 16:37:42
http://altoadige.gelocal.it/bolzano/cronaca/2015/07/05/news/nelle-foto-di-trentino-marketing-i-turisti-sono-in-alto-adige-1.11727227?ref=search (http://altoadige.gelocal.it/bolzano/cronaca/2015/07/05/news/nelle-foto-di-trentino-marketing-i-turisti-sono-in-alto-adige-1.11727227?ref=search)

Che le amministrazioni trentine copiassero di sana pianta iniziative economiche dei governi tirolesi era noto. Il Christkindl-markt natalizio è stato esportato in "Italia" nel 1990 da Innsbruck a Bozen e poi l'anno dopo a tutte le città principali dell'A.Adige.

Qualche anno dopo pure Trient e il sindaco vollero fortemente un turismo natalizio da mezzo milione di persone circa ogni periodo d'avvento.



E così dai primi anni 2000 in poi s'è arrivati all'imbarazzante risultato turistico per cui famiglie italiane da Firenze in giù in vacanza in regione le incontri e ti dicono "VIVI LA'??! MARO' CHEBBELLO IL TRENTINO! L'ESTATE SCORSA ERAVAMO A DOBBIACO, STUPENDO".

Eh.... Toblach, celebre capitale trentina d'altronde.  ;D ;D ;D ;D

Oppure, caso limite, famiglia di Sassari beccata in viaggio qui in Deutschland, si è italiani, ce la si racconta. A un certo punto si parla di origini e salta fuori la nostra regione, la signora fa: "sì, bellissimi posti! Noi in Alta Badia eravamo, però lì in Trentino non parlano tedesco, una lingua strana...." 
"Sì signora, quella è la Namibia" stavo per risponderle io!
Titolo: Re:Il TAA come terra di confine: identità e stratificazioni culturali
Inserito da: MrPippoTN il Dom 05 Luglio, 2015, 21:17:34
Fattene una ragione Enrico, molto soesso Trentino è un modo sbrigativo per dire Trentino-Alto Adige.
Titolo: Re:Il TAA come terra di confine: identità e stratificazioni culturali
Inserito da: Heinrich il Lun 06 Luglio, 2015, 13:42:07
 ;D ;D

Mi fa sempre sorridere a me la cosa infatti. Verrà la volta che risponderò davvero "Namibien".
Titolo: Re:Il TAA come terra di confine: identità e stratificazioni culturali
Inserito da: yakopuz il Lun 27 Luglio, 2015, 19:33:54
Oggi e' morto Vassalli, vedo che il suo ultimo libro riguardava proprio l'alto Adige : http://www.corriere.it/cultura/15_maggio_19/sudtirolo-senza-odio-a6c90cda-fe05-11e4-bed4-3ff992d01df9.shtml (http://www.corriere.it/cultura/15_maggio_19/sudtirolo-senza-odio-a6c90cda-fe05-11e4-bed4-3ff992d01df9.shtml)
Volglio leggermelo per capire un po di piu della nosta terra di confine.

Devo dire che la mia impressione e' che di fronte alla globalizzazione le differenze tra Italiani e Tedeschi tendono a ridursi ... di fronte al "diverso" che viene da lontano ci si sente molto piu vicini. Entrambi privilegiati che lottano per difendere i privilegi dell' autonomia e del nostro ricco Primo Mondo.

Un po di tempo fa ho visto le panchine di fronte al museo di arte a bolzano imbrattate da scritte tipo "via gli stranieri" .... ho pensato qualche hanno fa avrebbero scritto "via gli Italiani" ... ora lo straniero ha cambiato nazionalita ma alla fine sempre di un diverso si tratta ... quasi che ne avessimo bisogno per sfogare le nostre paure.
Titolo: Re:Il TAA come terra di confine: identità e stratificazioni culturali
Inserito da: El Bonve il Lun 27 Luglio, 2015, 19:37:25
Privilegi?!

Non me lo sarei mai aspettato da un trentino, yakopuz  ;D :P
Titolo: Re:Il TAA come terra di confine: identità e stratificazioni culturali
Inserito da: Lorenz1982 il Mer 29 Luglio, 2015, 19:36:40

Citazione di: MrPippoTN il Dom 03 Maggio, 2015, 12:09:43
Possiamo chiudere la discussione, ancora una volta Rovereto ha dimostrato la sua schiacciante superiorità culturale rispetto al capoluogo e ai suoi spettacoli di Andrea Castelli alle Feste Vigiliane.

(http://i58.tinypic.com/2vm837p.jpg)
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(http://images.tapatalk-cdn.com/15/07/29/4b17e1fd0466b85e08d009ab70bb1ae9.jpg)
Titolo: Re:Il TAA come terra di confine: identità e stratificazioni culturali
Inserito da: MrPippoTN il Mer 29 Luglio, 2015, 22:15:13
A volte è davvero difficile riuscire a rendersi ridicoli nel rendersi ridicoli, però in questo caso Rovereto ce l'ha fatta. Già sta baccanata era qualcosa di ridicolo, censurata fa ancora più pena. Del resto, da quando si è instaurata la nuova giunta butta malissimo: divieto di bere birra nei parchi cittadini (per i concerti bisognerà chiedere una "deroga"), festival cancellati, strongman run molto probabilmente cancellata, proposta di vietare la somministrazione di alcool anche allo Smartlab, insomma, una svolta reazionaria dai contorni patetici. Dilettanti allo sbaraglio che giocano a fare i Salvini in salsa lagarina per far presa sugli strati più beceri della plebe. Nei prossimi cinque anni Rovereto conoscerà un tracollo culturale drammatico e finirà per assomigliare sempre di più... a Trento. Mamma che tristezza.
Titolo: Re:Il TAA come terra di confine: identità e stratificazioni culturali
Inserito da: Giacomo da Centa il Mer 29 Luglio, 2015, 22:34:45
Citazione di: MrPippoTN il Mer 29 Luglio, 2015, 22:15:13
A volte è davvero difficile riuscire a rendersi ridicoli nel rendersi ridicoli, però in questo caso Rovereto ce l'ha fatta. Già sta baccanata era qualcosa di ridicolo, censurata fa ancora più pena. Del resto, da quando si è instaurata la nuova giunta butta malissimo: divieto di bere birra nei parchi cittadini (per i concerti bisognerà chiedere una "deroga"), festival cancellati, strongman run molto probabilmente cancellata, proposta di vietare la somministrazione di alcool anche allo Smartlab, insomma, una svolta reazionaria dai contorni patetici. Dilettanti allo sbaraglio che giocano a fare i Salvini in salsa lagarina per far presa sugli strati più beceri della plebe. Nei prossimi cinque anni Rovereto conoscerà un tracollo culturale drammatico e finirà per assomigliare sempre di più... a Trento. Mamma che tristezza.

Sì vero Pippo, fare miss maglietta bagnata ma con il reggiseno sotto e la maglietta con delle scritte cubitali, è veramente da mentecatti.
Se il problema è il "bigottismo" tanto valeva non farlo.
Titolo: Re:Il TAA come terra di confine: identità e stratificazioni culturali
Inserito da: MrPippoTN il Gio 30 Luglio, 2015, 07:39:22
TOPA IS NOT A CRIME!!! VALDUGA GO HOME
Titolo: Re:Il TAA come terra di confine: identità e stratificazioni culturali
Inserito da: El Bonve il Gio 30 Luglio, 2015, 09:28:19
Nooo la strongman no! Ne voglio fare una prima che finisca la serie  ;D

ma zioppò che sindaco vi siete messi su?! ;D
Titolo: Re:Il TAA come terra di confine: identità e stratificazioni culturali
Inserito da: Enrik il Gio 30 Luglio, 2015, 09:45:27
Pensavo che la questione della maglietta bagnata fosse uno scherzo. Invece sono ora riuscito a leggermi l'articolo dell'Adige.

Incredibile, tutto vero. La controriforma oscurantista è calata su Rovereto. Aiuto. Se non fosse perché ho due bambini, me ne sarei già scappato altrove.

Valduga peggio delle peggiori attese.
Titolo: Re:Il TAA come terra di confine: identità e stratificazioni culturali
Inserito da: Giacomo da Centa il Dom 02 Agosto, 2015, 21:37:41
Ohhh, finalmente lo hanno scritto: il Patt è la Lega Nord mascherata!
Anche loro alla fine ammetteranno che il Trentino è (sempre stato) Italia, anzi Padania: e la Valdastico ci unirà in un unico, grande stato!!!
;D ;D ;D

http://www.ladige.it/news/politica/2015/08/02/patt-parla-rottura-pd-sposa-idee-lega

P.s.) Scusate ma quelli del Patt sono addirittura arrivati a invitarmi su facebook a raduni in abiti tirolesi e Schutzen.
Io gli ho scritto che le feste in maschera si tengono al Martedì e al Giovedì Grasso, ma non mi hanno mai risposto  ;D ;D ;D
Titolo: Re:Il TAA come terra di confine: identità e stratificazioni culturali
Inserito da: El Bonve il Dom 02 Agosto, 2015, 22:09:45
Veramente son rimasto senza parole a questa uscita. Un bello smacco, son rimasto deluso.

Un appunto però: nessuno ti obbliga ad andare a raduni in abiti tirolesi ma cerchiamo di portare rispetto per gli schutzen. ;)
Titolo: Re:Il TAA come terra di confine: identità e stratificazioni culturali
Inserito da: Giacomo da Centa il Dom 02 Agosto, 2015, 22:27:16
Citazione di: El Bonve il Dom 02 Agosto, 2015, 22:09:45
Veramente son rimasto senza parole a questa uscita. Un bello smacco, son rimasto deluso.

Un appunto però: nessuno ti obbliga ad andare a raduni in abiti tirolesi ma cerchiamo di portare rispetto per gli schutzen. ;)

Io credo che il rispetto si porti con la memoria appunto, non facendo sfilate in abiti antichi (la parola non è casuale) o rivangando periodicamente polemiche sui giornali. La storia è storia, è passata, si conosce, si rispetta. Così come ognuno di noi rispetta i propri avi e le loro sofferenze e battaglie. Ma a me chi nel 2015 gira vestito da Schutzen, oppure chi (come una mia coscritta della zona) va alle feste con le camicette austriache "perchè questo sarebbe il nostro vero abbigliamento" (n.b: tesserata Patt) francamente fa solo ridere.
Travestirsi da soldati di un tempo e scimmiottarli, nel 2015, a me lascia basito...diciamo che le domeniche vanno riempite dai, mettiamola così.